Attenti al BURNOUT!

Nietzsche nel XIX secolo lo aveva preannunciato affermando che il XXI secolo porrà all’uomo delle sfide di tipo prevalentemente personale, come non dargli torto. La società attuale è caratterizzata da molteplici complessità, tra cui l’insicurezza esistenziale, una condizione che nessuna società prima aveva mai conosciuto. Il burnout non è che un modo per descrivere la condizione dell’essere umano con le sue sofferenze, in particolare quelle lavorative.

Ma che cosa si intende più precisamente con burnout?

È un termine che vuole indicare una risposta cronicizzata di tipo affettivo che si ha quando il lavoro svolto comporta molte relazioni interpersonali. Nelle professioni dove si hanno continui contatti con altri essere umani, tendenzialmente caratterizzati da sofferenza, è più probabile andare incontro a tale problematica. Ecco che quindi, di solito, sono colpite le professioni di “aiuto”, come l’infermiere, il medico o gli insegnati. Il fenomeno presenta sintomi di vario genere: cognitivo-emozionali come paure eccessive, panico e sensazione di sentirsi svuotati; comportamentali come rabbia, assenteismo, resistenza ad andare a lavorare; e fisici come stanchezza, disfunzioni gastrointestinali ed insonnia. Non si tratta quindi di una problematica che colpisce solo la psiche della persona, ma anche il suo corpo ed è per questo motivo che è bene cercare di porvi rimedio il prima possibile. Sicuramente, potrebbe essere utile fare un lavoro su stessi partendo dall’imparare a distinguere tra ciò che si può cambiare e ciò che si deve accettare. Cercare di accettare la propria limitatezza aiuterebbe a tollerare meglio le situazioni che non si possono cambiare. L’impotenza costitutiva di noi esseri umani può diventare persecuzione, se non la sappiamo riconoscere ed accettare.

Il burnout è un fenomeno che può riguardare tutti, ma se si cerca di curare sempre il propio benessere psico-fisico, concedendosi del tempo per se stessi e prendendo le ‘giuste distanze’ dal lavoro e da chi ne fa parte, lo terremo lontano da noi!

Pubblicato in Adolescenza, Ansia Taggato con: