La dipendenza affettiva

Amare è come una droga: all’inizio viene la sensazione di euforia, di totale abbandono. Poi, il giorno dopo, vuoi di più. Non hai ancora preso il vizio, ma la sensazione ti è piaciuta e credi di poterla tenere sotto controllo. (..) a quel punto, come i drogati rubano e s’illuminano per ottenere ciò di cui hanno bisogno, sei disposto a fare qualsiasi cosa per amore” (P. Coelho)

In ogni legame affettivo c’è una sorta di dipendenza sana, un legame che dà la sicurezza necessaria a farci andare avanti. In altri casi, però, si crea un legame costrittivo e obbligatorio con qualcuno di cui non si può più fare a meno. Un tale rapporto d’amore, patologico, diventa una gabbia che non da spazio all’individualità dei due protagonisti e produce chiusura ed insicurezza.
Questo sentimento da vita a manifestazioni affettive come la preoccupazione su dove si trovi il partner, mancanza di fiducia, rabbia, incapacità di chiedere sostegno in caso di bisogno. In questo caso, quando l’amore incatena, fa soffrire e nega la libertà siamo di fronte ad una dipendenza affettiva.
Il concetto di dipendeza affettiva è stato utilizzato per la prima vola da Robin Norwood in ‘Donne che amano troppo” nel’87, anni in cui la psichiatria comincia ad interessarsi alle dipedenze da comportamento. Galimberti la definisce come “una modalità relazionale in cui un soggetto si rivolge continuamente agli altri per essere aiutato, guidato e sostenuto. L’individuo dipendente avendo scarsa fiducia in se stesso, fonda la propria autostima sulla rassicurazione, sull’ approvazione altrui ed è incapace di prendere decisioni senza un incoraggiamento esterno”.
Questo tipo di dipendenza è una condizione psicologica dei nostri tempi caratterizzati da impotenza ed insicurezze che fanno scaturire nell’uomo il bisogno di avere una relazione simbiotica con l’illusione che l’altro sia capace di proteggerci dal resto del mondo.
Tuttavia, quando l’illusione diventa un rapporto patologico, un ossessione in cui viene alterato l’equilibrio tra dare e ricevere, l’amore può diventare una dipendenza.
Questo tipo di dipendenza ha molti elementi in comune con le dipendenze in genere, si ricerca uno stato dell’organismo e della mente irraggiungibile nella realtà, una realtà da cui si cerca rifugio perché intollerabile. La differenza centrale è che la dipendenza affettiva si sviluppa nei confronti di una persona e non di una sostanza, l’individuo dedica completamente se stesso all’altro.
I dipendenti affettivi vedono nell’amore la risoluzione dei propri problemi, ma la riduzione dei propri spazi implica il disinteresse per tutto ciò che non riguarda l’oggetto d’amore.
La persona dipendente non è capace di uscire dalla relazione, anche se ammette che la relazione è senza speranza, insoddisfacente. Inoltre, possono manifestarsi ansia generalizzata, depressione, insonnia, inappetenza, idee ossessive. La peculiarità è che questo tipo di dipendenza è un disagio psicologico che può rimanere nascosto per tutta la vita di una persona, ponendosi però come la radice di un costante dolore che può alimentare anche gravi problemi psicologici, fisici e relazionali.

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